Inverso Mundus (degli AES+F) alla 56.Biennale di Venezia

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AESF
001 – Inverso Mundus
AES+F
May 6th – November 21st, 2015 / Collateral Event of the 56th International Art Exhibition – la Biennale di Venezia, Magazzini del Sale, Magazzino #5 & Vitraria Glass +A Museum, Palazzo Nani Mocenigo

Il gruppo artistico russo AES+F presenta al Magazzino del Sale 5, in Fondamenta delle Zattere, una voragine barocca: una videoproiezione lunga l’intera profondità del magazzino, almeno una ventina di metri. Il livello tecnico e l’intensità della sua portata confermano la produzione digitale di AES+F fra le più interessanti della videoart recente.

Il magazzini del Sale sono privi di finestre, ambienti pregni di storia: location perfetta per Inverso Mundus. Al buio ci si trova subito addosso un enorme baldacchino damascato rosso vinaccia, testimone del girato di alcune delle scene più controverse del video. La proiezione è visibile su uno schermo posto in tutta lunghezza della parete di sinistra, mandato da una serie di proiettori paralleli perfettamente sincronizzati.

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Un iperrealismo digitale quasi irritante, una tensione del rovescio concentra sulle immagini subito l’attenzione. L’incoerenza degli episodi svuota qualsiasi aspettativa e lascia solo lo spazio minimo per non perdere la possibilità di un senso. Le immagini sono terribilmente pulite, inodori. Eppure la prima sequenza mostra degli operatori ecologici che dispensano materiale marrone, verosimilmente liquame, sulle strade invece che ripulirle. Nessun odore nemmeno nella scena girata sul baldacchino, mentre i poliziotti accarezzano voluttuosi dei giovani invece che sottometterli con l’uso del manganello come ci si aspetterebbe. Ma neanche i barboni odorano. Un universo al contrario che non sale al paradiso ne discende agli inferi. Uno sprofondamento in avanti, con vertigini assicurate che spingono lungo la striscia profondamente orizzontale del maxischermo. In una super panavision. La qualità digitale dell’opera video è l’asse dello spiazzamento. Un nitore che unitamente alla messa fuori sincro della logica, rovesciata in una calma debordante, ti rapisce quasi immediatamente in un inaspettato impossibile.

Uno sviluppo non stop coinvolge lo spettatore in una catena narrativa priva di soluzione. Si inizia dagli spazzini che non spazzano, si passa alla carità fatta da dei borderline a favore di persone chiaramente agiate: anche il frate cede la questua a un personaggio dalla dubbia morale, in una indulgenza smagliante. I bambini esperti in kickboxing sottomettono gli anziani, mentre le donne ingabbiano gli uomini in un clima da caccia agli stregoni fatta in una linda palestra con macchine dal design tecnofitnes. Il macellaio è appeso per i piedi a un gancio: il porco ha il coltello dalla parte del manico. E da questi raggiri scenici si sbroglia un universo di creature fluttuanti in una atmosfera celestiale e da Enterprise al contempo. Piovre e forme di vita protozoiche diventano progressivamente protagoniste. E anche questa è una soluzione inversa.

Il punto di partenza di una possibile narrazione è perso, ma certamente il sentore di un futuro economico globale che possa risparmiarci un’apocalisse al rovescio non sarà più disinnescato in chi ha seguito i quaranta minuti di sovrarealtà di Inverso Mundus. Una previsione che confermi socialmente le proprie ideologie dentro una catastrofica fine del mondo che lasci un ruolo retorico della apocalisse come punizione e redenzione risulta impossibile: unicamente la certezza che sarà diversa perché ci ricollocherà in random. L’adamantino RGB del gruppo AES+F convince. Così tornare al sole del canale della Giudecca può far ripensare a un finale della Divina Commedia versione diurna.

Alberto Balletti

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alcuni preview del video:
https://vimeo.com/couchmode/user14969588/videos/sort:date/125328696
http://aesf-group.com/news/001_inverso_mundus_aesf/

AES+F è un gruppo di artisti russi: Tatiana Arzamasova (1955), Lev Evzovich (1958), Evgeny Svyatsky (1957) e Vladimir Fridkes (1956). AES nasce nel 1987, aggiungendo +F nel 1995. Il video del gruppo “Last Riot,” è stato visto alla Biennale del 2007. Il gruppo è rappresentato da molte gallerie internazionali.