{"id":6682,"date":"2011-08-30T14:06:35","date_gmt":"2011-08-30T14:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.albertoballetti.com\/?p=6682"},"modified":"2014-12-22T00:40:23","modified_gmt":"2014-12-22T00:40:23","slug":"time-in-jazz-pav-progetto-arti-visive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/?p=6682","title":{"rendered":"TIME IN JAZZ &#8211; PAV progetto arti visive"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-6683\" href=\"http:\/\/www.albertoballetti.com\/?attachment_id=6683\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-6683\" title=\"berchiddaFoto11\" src=\"http:\/\/www.albertoballetti.com\/wp-content\/uploads\/berchiddaFoto11-767x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"767\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.albertoballetti.com\/wp-content\/uploads\/berchiddaFoto11-767x1024.jpg 767w, https:\/\/www.albertoballetti.com\/wp-content\/uploads\/berchiddaFoto11-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.albertoballetti.com\/wp-content\/uploads\/berchiddaFoto11.jpg 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 100vw, 767px\" \/><\/a><\/p>\n<h3>TIME IN JAZZ &#8211; PAV progetto arti visive<br \/>\nEx Caseificio &#8211; 11\/16 agosto<br \/>\ninaugurazione 11 agosto, ore 23.00<br \/>\nBERCHIDDA<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.timeinjazz.it\/page.php?id=79\">http:\/\/www.timeinjazz.it\/page.php?id=79<\/a><\/p>\n<h3>Didascalie di Ivo Serafino Fenu<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Barbara Ardau e Mimmo Di Caterino<\/em>: Il video Balletti in terra sarda di Barbara Ardau e Mimmo Di Caterino \u00e8, come di consueto, intriso di un\u2019ironia che lascia in bocca il gusto di una desolante amarezza. Protagonisti: l\u2019artista veneziano Alberto Balletti, incisore, fotografo e video maker e gli \u201cex\u201d lavoratori della Rockwool, da due anni in presidio permanente nel piazzale antistante la miniera di Campo Pisano (Iglesias) a reclamare un futuro sempre pi\u00f9 incerto. Vivono all\u2019interno di un bus, ribattezzato Rockbus Museo e diventato, grazie alle performance di diversi artisti, emblema di ben altri \u201cballetti in terra sarda\u201d, eseguiti da vampiresche multinazionali e passivamente accettate da una classe politica imbelle e prona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ermenegildo Atzori<\/em>: Per Ermengildo Atzori la terra \u00e8 un antro oscuro, misterioso e misterico, il luogo del nero, di un \u201cgran nero\u201d, cosmico e immanente. Bitume, sangue, alcool etilico, limatura di ferro, vernici nitro, polvere di vetro, pece greca, gesso, cenere, piombo, gommalacca e, naturalmente, o innaturalmente, a seconda dei punti di vista, terra: materia combusta per processi alchemici antichi e futuribili allo stesso tempo, dai quali emergono volti o ectoplasmi corrosi, che si materializzano in forme tridimensionali e si dispongono in arcane geometrie, come vacui Narcisi, a rimirare le loro fattezze specchiate in un mondo senza luce e senza speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Federico Carta<\/em>: \u201cLa mano sinistra del suonatore\u201d incombe nelle opere di Federico Carta: la sua \u00e8 una metafora della furia distruttiva di una natura violata, che si ribella e disf\u00e0 ci\u00f2 che l\u2019uomo, con protervia cerca di imporle. Alla pletora e all\u2019eccesso umano si contrappone la lenta e inesorabile azione corrosiva del tempo e degli elementi, una forma di autotutela, necessaria e drammatica. A dispetto del linguaggio artistico utilizzato, a tratti fumettistico e solo in apparenza leggero e scanzonato, Carta propone megalopoli tentacolari avviluppate da una natura ipertrofica: una terra nella quale non sar\u00e0 dolce naufragare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Giulia Casula<\/em>: Misurare le nuvole \u00e8 un\u2019utopia come \u201cla misura delle nuvole\u201d \u00e8 un non sense, un paradosso. Giulia Casula, con i piedi ben piantati in terra e con uno sguardo rivolto altrove, si immedesima in tale paradosso e assume il ruolo di un agrimensore. E l\u2019artista, l\u2019Agrimensore C, come il personaggio kafkiano, \u00e8 un misuratore di sogni. Tentativo vano: proiezione dell&#8217;impotenza e delle frustrazioni dell&#8217;uomo contemporaneo, schiacciato da una realt\u00e0 che sfugge ai suoi criteri di valutazione, ancorato a una terra che lo inchioda e a una prospettiva di alienazione, senza possibilit\u00e0 di fuga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Monica Lugas<\/em>: \u00abAllora il Signore Iddio form\u00f2 l\u2019uomo dalla polvere della terra e alit\u00f2 nelle sue narici un soffio vitale, e l\u2019uomo divenne persona vivente\u00bb. Monica Lugas ripete, fedelmente e in un apparente delirio di onnipotenza, l\u2019atto supremo e terribile dell\u2019Artifex per antonomasia ma, con lucida e pessimistica consapevolezza, ne certifica il fallimento. Non vi \u00e8 afflato vitale, non vi \u00e8 virt\u00f9 eroica da celebrare, non vi \u00e8 trasformazione. Il fango rimane fango, parodia e vuoto simulacro di una vita non nata e il corpo, \u201ccarnaio di sensi\u201d inespresso, celebra la sua morte in una terra sommersa dal sangue: sangue sterile, che non redime e che vanifica il sacrificio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tonino Mattu<\/em>: Terra, luogo di conquista, da colonizzare e depredare, terra intesa nella sua accezione geo-politica e militare \u00e8 quella raccontata da Tonino Mattu nella serie Hic sunt leones. Vecchi manifesti di propaganda per nuove colonizzazioni in un amalgama che, al richiamo del \u201cvil denaro\u201d, unisce regimi e democrazie in una frenetica bramosia di conquista e sopraffazione, mascherata da risibili esigenze di lebensraum. E se il motto latino metteva in guardia dall\u2019esplorare territorio abitati da pericolosi e spesso improbabili leoni, oggi \u00e8 la terra e i suoi abitanti pi\u00f9 deboli a doversi difendere dai nuovi e voraci predatori, organizzati dalle moderne multinazionali che promuovono improbabili \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Marco Pili<\/em>: Marco Pili ci introduce nella sua \u201cwunderkammer \u201cabitata da invisibili che sarebbe meglio non vedere. Invasa da protomi antropo-zoomorfe, da esseri paleo-futuribili macrocefali e necrotici, la sua camera delle meraviglie evoca mondi ibridati. Sono i figli di una terra dominata da un\u2019eugenetica impazzita e deviata che, come il sonno della ragione, produce mostri: un\u2019evoluzione che diviene involuzione, il naturale innaturale, il sogno incubo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Progetto ASKOS (Chiara Schirru e Michele Mereu)<\/em>: Progetto ASKOS (Chiara Schirru e Michele Mereu) mette a confronto la disciplina militaresca delle formiche, simbolo totemico della terra, la loro frenesia apparentemente caotica eppure rigidamente determinata col tentativo, vano e frustrante, a \u201cpassi tardi e lenti\u201d, di improbabili astronauti primitivi, di inserirsi o, sarebbe meglio dire, reinserirsi, in un ciclo \u201cnaturale\u201d che, di naturale ha conservato solamente processi di decomposizione e disfacimento, in una terra resa colpevolmente sterile e paradossalmente \u201clunare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alberto Spada<\/em>: La disciplina della terra, dura e coercitiva, richiede le sue vittime. Alberto Spada, originario di una regione che a essa ha sacrificato un incalcolabile numero di vite umane, rende loro omaggio con l\u2019opera Terrae. Rileggendo in chiave concettuale la tradizione pittorica ottocentesca legata al socialismo umanitario di Jean-Fran\u00e7ois Millet, evoca i protagonisti de L\u2019Angelus con due epigrafi funerarie, anonime e, pertanto, afferenti a un\u2019intera collettivit\u00e0, le affiancano rudimentali strumenti da lavoro mentre un mucchio di carbone suggerisce il contesto geografico. L\u2019umile preghiera dei lavoratori, dei \u201cvinti\u201d di verghiana memoria, si \u00e8 trasformato in lamento funebre: l\u2019Angelus in Requiem.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TIME IN JAZZ &#8211; PAV progetto arti visive Ex Caseificio &#8211; 11\/16 agosto inaugurazione 11 agosto, ore 23.00 BERCHIDDA http:\/\/www.timeinjazz.it\/page.php?id=79 Didascalie di Ivo Serafino Fenu Barbara Ardau e Mimmo Di Caterino: Il video Balletti in terra sarda di Barbara Ardau e Mimmo Di Caterino \u00e8, come di consueto, intriso di un\u2019ironia che lascia in bocca [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[280],"tags":[],"class_list":["post-6682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-esposizioni_eventi_fatti_inaugurazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6682"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6682\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}