{"id":338,"date":"2015-05-18T16:20:53","date_gmt":"2015-05-18T14:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.veneziaartmagazine.it\/?p=338"},"modified":"2015-05-18T16:20:53","modified_gmt":"2015-05-18T14:20:53","slug":"vittoria-chierici-in-visita-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albertoballetti.com\/?p=338","title":{"rendered":"Vittoria Chierici in visita a Venezia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo incontrato a Venezia, nei giorni della 56.Biennale, Vittoria Chierici, un&#8217;artista nomade nell&#8217;era digitale. Ci ha promesso di tenerci informati sui suoi movimenti futuri. Potremo cos\u00ec pubblicare puntualmente notizie sugli sviluppi del suo lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non abbiamo perso l&#8217;occasione per chiederle un suo parere sulla Biennale, e in relazione a questi macrocontenitori ci ha puntualizzato la sua posizione personale e del suo lavoro attuale, dentro e fuori il \u201csistema\u201d dell\u2019arte e dentro e fuori l\u2019Italia.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u201c<\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Mi dispiace, sono stata a Venezia una settimana fa ma non ho visto la Biennale. Sono stata per la performance di Corrado Levi a palazzo Rezzonico e per la mostra di Settis alla Fondazione Prada.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Mostra quest&#8217;ultima che mi e&#8217; piaciuta molto di piu&#8217; di quella analoga alla Fondazione Prada di Milano.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non vado spesso alle Biennali d&#8217;arte sia a Venezia che altrove. Non per snobismo ma perche&#8217; nel tempo e con i cambiamenti che ci sono stati in questi ultimi venti &#8211; trent&#8217;anni nel ruolo dell&#8217;arte nella nostra societa&#8217;, le Biennali hanno perso il loro valore culturale. Sono delle vetrine, allestite piu&#8217; o meno bene, come le fiere e sono sicura che ogni biennale si equivalga e come in tutte grandi esposizioni, ci sono opere belle e brutte.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In questo periodo, preferisco le mostre monografiche che quelle a tema.\u00a0 Mostre dove possa godermi non solo le singole opere, ma anche dell&#8217;evoluzione e dei cambiamenti nella vita dell&#8217;artista.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Mi piacerebbe che fosse rivalutata la personalita&#8217; dell&#8217;artista in quanto demiurgo nel vedere il mondo in modo diverso. Invece mi sembra che le mostre biennali comprese, siano tutte liste di manufatti che mettono in mostra in realta&#8217; i nomi dei curatori e non gli artisti con la loro personalita&#8217;. Forse e&#8217; proprio la tipologia delle biennnali o forse e&#8217; che ci sono troppi artisti.\u00a0 Ho letto che qualcuno in Italia ha organizzato una mostra con 420 artisti. Ridicolo. Il fondo della botte. Anche a me e&#8217; capitato recentemente di essere in mostre numerose dove nemmeno pubblicavano il mio nome e penso perche&#8217; non ci stavano tutti nella pagina.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Il mio lavoro si e&#8217; modificato da alcuni anni su di una modalit\u00e0&#8217; progettuale che in altri tempi si poteva definire mirata ad una forma di\u00a0 committenza. Io lavoro spostandomi raccogliendo dati e impressioni del luogo. Mi sto abituando a lavorare nel luogo del progetto senza avere uno studio fisso. Un modo di lavorare en plein air ma nell&#8217;era digitale. Non potrei fare tutto questo senza computer che e&#8217; il contenitore delle mie idee.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Trovo che il sistema dell&#8217;arte sia molto complesso essendoci molti soldi. Ti sembrer\u00e0&#8217; strano che affermi questo: nel sistema dell&#8217;arte di oggi quello che conta sono le aste. Il sistema e&#8217; di tipo finanziario addolcito dalle esposizioni pubbliche che rendono sopportabile l&#8217;arte alla societ\u00e0&#8217;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Cerco non di fare mostre nel senso tradizionale, ossia aspettare il mio turno. Quando posso, organizzo e spesso da sola, un evento espositivo che faccia parte del progetto stesso. Ossia non dipingo pi\u00f9&#8217; accumulando lavori per poi esporli quando si presenta l&#8217;occasione. C&#8217;\u00e8 da dire che il mio lavoro e&#8217; ibrido e cambia nell&#8217;uso della tecnica. Uso la pittura gestuale informale perche&#8217; e&#8217; la forma pi\u00f9&#8217; potente\u00a0 per esprimere quello che vedo\u00a0 dove mi trovo al momento, ma inizio dal ricordo, ossia dalla fotografia. Come vedi sono tornata a guardare davanti trascurando tutte le forme di avanguardia e i loro significati simbolici. Una cultura che ritengo obsoleta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Continuo a girare per dipingere il mare, l&#8217;Oceano Atlantico perche&#8217; non e&#8217; solo colore ma anche storia. Un&#8217;idea nata nel 2006.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In questi giorni sto entrando nella fase pittorica meravigliosa di un progetto nato 3 anni fa ed e&#8217; su alcuni poemi di Rilke sulle rose. Per questo progetto potrebbe nascere una vera e propria produzione teatrale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u201c<\/span><\/h1>\n<p>Alberto Balletti e Marina Guarneri<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">brevi schede dell&#8217;artista<\/p>\n<p>Vittoria Chierici &#8211; nata a Bologna il 7 Aprile del 1955, si laurea in Metodologia della Critica d\u2019Arte al DAMS, frequenta l\u2019Universit\u00e0i Berkeley e poi alla Columbia University. Frequenta diversi corsi: disegno all\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna; di fotografia e di cinema alla Parson School of Design e alla School of Visual Arts di New York, si diploma in cinematografia alla New York Film Acacdemy. I suoi lavori sono in collezioni private e pubbliche di prestigio, tra cui il PAC &#8211; Museo del Novecento a Milano, il Mart di Rovereto, la Galleria d&#8217;Arte Moderna di Roma, Genius Bononia, Museo d&#8217;arte Moderna di Ascona, New York University, a New York. Docente responsabile al Politecnico di Milano. Collabora con artisti di altre discipline: Eve Beglarian, ANA Milosavljevic, Maurizio Pisati e Marco Dalpane, Liz Gerring. Hanno scritto sul suo lavoro, tra gli altri, Dario Trento, Corrado Levi, Martina Corgnati Vittoria Coen, Beppe Finessi, Achille Bonito Oliva, Matt Wolf e Guy Solomon, Federico Sardella, Alain Chivilo, Francesco Matteo Cataluccio<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.vittoriachierici.com\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.vittoriachierici.com<\/a><\/span><br \/>\nil quadro riprodotto si intitola<span style=\"color: #000000;\">\u00a0&#8220;<a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/evvivasette.wordpress.com\/\" target=\"_new\">Il Mare di Melville n\u00b06<\/a>&#8221; 2015<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo incontrato a Venezia, nei giorni della 56.Biennale, Vittoria Chierici, un&#8217;artista nomade nell&#8217;era digitale. Ci ha promesso di tenerci informati sui suoi movimenti futuri. Potremo cos\u00ec pubblicare puntualmente notizie sugli sviluppi del suo lavoro. 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