IN/Carne 2010

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Ombre confinanti
di Mattia Serra

Il segno corre inseguendo se stesso e chiede di smarrire le sue tracce. Innanzitutto si descrive; è astrazione, scelta di scrittura, inesattezza molto puntuale nella capacità di raccontare le sfumature di un discorso. Il disegno trova la sua massima esplicazione nell’incisione, facendo del tratto lacerazione e apertura miracolosamente precisa. I disegnatori vivono nella concretezza, sognano di sublimare materie leggere affidandosi ad un gesto; polvere, segno, diluizione e materia che non prendono mai corpo, ma raccontano sempre di una possibile scomparsa. Affiora naturale e inevitabile la presenza urlante della fisicità, quasi si volesse far carico delle implicazioni psicologiche del nostro vissuto emotivo, un territorio comune dove lavorare e ambire ad una ancora possibile rivalutazione del corpo oramai assunto a oggetto consumistico. La sacralità della carne vista come il diverso isolato nella sua enigmaticità abnorme, rivendica una presenza viva e attuale nella sua preziosità. Il novecento, esasperando il linguaggio e l’autoreferenzialità, ha aiutato la crescita dei nuovi mezzi di comunicazione e della dilagante tecnologia che in molti casi rifiuta la coscienziosità del passato per restituirci una passiva accettazione di tante icone. L’immagine trova una speranza di resurrezione nella lucidità e nella sua metodologia di costruzione, o più precisamente nel mistero inesplicabile della creatività nuda della matita che intacca il foglio bianco.

“IN/Carne: nuovo emporio della corporeità residua”, 2010mostra di disegno e grafica d’arte,Palazzo della Fondazione Cominelli, Cisano di San Felice del Benaco (BS), a cura di Edoardo Di Mauro (testo in catalogo)