alla Fusion Art Center il COLLETTIVO COYOTE: A SITE SPECIFIC PROCESS ON SATELLITE

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Un progetto di Giovanna Maroccolo
Curatela e testo critico di Giovanna Maroccolo e Marta Fassina
Giugno 2015
Lo Stato Dell’Arte
Fusion Art Center

L’inaugurazione del Fusion Art Center nel suo spazio Satellite, destinato ad attività artistiche site specific e inedite, si presenta nella forma con cui il Collettivo rende manifesta la sua dimensione espressiva.

Il Collettivo Coyote nasce a Venezia nel 2013 è composto da tredici esperienze artistiche differenti che ruotano e si mescolano nel tempo nello stile, forma, mezzi e tecniche.
L’operazione specifica che ha preso forma nello spazio di residenza del F.A.C. Satellite, organizzata dai curatori e dagli artisti, non è solo la giustapposizione di capacità individuali, bensì la manifestazione di uno spirito collettivo che va al di là di ciascun ruolo.

Il gruppo opera in una collaborazione organica e sperimentale, che evita la sterilità delle formule prestabilite. E’ organica l’estetica viva e biomorfa delle forme che creano, contro una visione dell’opera d’arte immortale e immune alla realtà e continua ad essere organica nel suo offrirsi vulnerabile in sembianze carnali, rassegnate allo scorrere del tempo.

Per loro la pittura contiene il tutto, scossi da una pulsione necessaria al creare, si incontrano in un’affinità che diventa opera collettiva, in un processo che li ha visti vivere per tre giorni in simbiosi tra loro e con lo spazio nella creazione di un murales dipinto in cui l’autorialità del singolo lascia volutamente spazio ad un essere nuovo, autonomo e organico, figlio delle forme e dell’estetica di ciascuno dei suoi creatori.

Viene subito da pensare ai movimenti di avanguardia della prima meta Novecento, come il gruppo Cobra, nato a Parigi nel 1948, costituito liberamente da scrittori, pittori e poeti, che come il collettivo Coyote manifesta una volontà non protesa alla rappresentazione dell’oggetto, scovato invece di volta in volta come pura azione spontanea, ma ad una pittura che può fare a meno della forma della pittura e che non può evitare di aggredire nel vivo la realtà.

Al piano terra una selezione di opere tra cui dipinti, calcografie e xilografie invita l’osservatore al gioco del branco, accerchiandolo silenziosamente per guidarlo poi nella tana di sopra, in un percorso fatto di installazioni primitive e claustrofobicamente esotiche.
Salite le scale, il dipinto parietale di una grotta preistorica si impone subito come la loro espressione di esistenza, per poi tornare disegni e schizzi nascosti tra le pagine di un libro nello studio.

 

MURALES DIPINTO Mattia Bertolo, Alberto Luparelli, Filippo Rizzonelli, Riccardo Vicentini
INSTALLAZIONI E SCULTURE Giacomo Briano, Nicolas Magnant
ESPOSIZIONE PIANO TERRA Andrea Bortuzzo, Gabriele Salvo Buzzanca, Leonardo Marenghi, Giuseppe Pernigotti, Lisa Stefani, Andrea Zallot

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