GEORGES MATHIEU 1948 – 1969

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a cura di Dominique Stella
AGNELLINI ARTE MODERNA BRESCIA
18 ottobre 2011 – 14 aprile 2012
Inaugurazione sabato 15 ottobre ore 18.30

L’artista ha più volte affermato: “la mia pittura è la pittura dell’energia, della febbre, dell’eccitazione della vita”. A tale proposito la curatrice Dominique Stella commenta: “nessuno prima di lui era stato trasportato da un simile slancio, da una simile spontaneità, una simile teatralità nella realizzazione di quadri la cui forza nasce dal movimento e anche dalla rapidità di esecuzione”.

La mostra è accompagnata da un catalogo con testi in italiano e francese di Roberto Agnellini, Dominique Stella, Gérard Xuriguera, Francesca Zappia, Giampietro Guiotto e la biografia curata da Daniel Abadie.

dal testo in catalogo “Georges Mathieu e la  dialettica dell’estemporaneità” di Giampietro Guiotto:

In questo rapporto di immedesimazione non solo segnica con il mondo, l’artista si allontana dal contingente e dal problema rappresentativo, per originare un linguaggio pittorico alternativo, in grado di esprimere l’irrapresentabilità e la complessità dell’esperienza esistenziale. La rappresentazione dell’irrapresentabile diviene gioco linguistico, linguaggio che ricerca la propria tecnica, metalinguaggio che esprime il dissidio del pensiero. Immagini, colore, idee e senso, che avevano trovato posto nel pensiero costruttivista e strutturalista, si assimilano qui tra  loro, per assumere la valenza di oggetti filosofici sottoposti ad un annientamento semiologico, nel quale la netta separazione tra significante, significato e referente viene azzerata. Questa posizione antisemiologica e antirazionalista, già praticata da Mathieu contro la rinascenza, il cartesianesimo e il materialismo, riemerge qui come critica della critica, una critica al quadrato, dunque, per la quale non si ammette l’unicità dell’opera, intesa come testo, bensì l’assimilazione di più testi che, dal visivo al letterario e dal critico al filosofico, li comprenda tutti. Non si intende, quindi, esplicitare il senso dell’opera d’arte, perché, ricordando Heidegger, ciò significherebbe ricadere nella metafisica; si tratta, invece, di evidenziare la costitutiva polisemia dell’opera stessa, intesa come un insieme di tracce plurisemantiche ed estendibili  e come  azzardo del pensiero complesso. Inoltre, come Mathieu afferma,  “Manca, del resto, anche il tempo di valutare nei loro limiti i mezzi espressivi che vengono assimilati con sempre maggiore rapidità e non hanno più una durata: questo sarebbe, dunque, l’annientamento ontologico.”

…..Il suo formare, infatti, mai nato da una realtà precostituita, si configura come modalità pratica, tentativo e figurazione di molteplici possibilità, avventura del fare artistico e atto ermeneutico, accompagnati dal presagio e dal godimento della scoperta. In ognuna delle sue opere si decanta, così, il carattere intrinsecamente ermeneutico della sua arte, legata alla scelta estetica dei mezzi e alla fruizione. Nella produzione dell’opera, l’artista lascia le tracce della sua interpretazione del mondo, mentre allo spettatore  chiede di ri-eseguire idealmente e performativamente le sue opere, di interpretarle non arbitrariamente, ma con compartecipazione congeniale. Georges Mathieu chiede, dunque, di partecipare al gioco dell’arte, nel quale si elimina la distanza tra giocatore e colui che assiste al gioco, tra artista e fruitore. Nel godimento visivo, entrambi esperiscono la stessa dinamicità, e smarriscono la temporalità del presente, fino a scoprire la vera importanza del gioco, ossia l’essere giocati dal gioco stesso.


Galleria Agnellini Arte Moderna,
Brescia, Via Soldini 6/A
18 ottobre 2011 – 14 aprile 2012
Sabato 15 ottobre 2011, ore 18.30
da martedì a sabato 10.00/12.30 e 15.30/19.30
Chiuso domenica e lunedì.