il velo della sposa

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Forte Marghera, padiglione 35

A cura di:  Mattia Serra, Alberto Balletti, Federica Montesanto

 

Artisti partecipanti:

GIUSEPPE FANTINATO – FRANCESCA ZUCCA

MATTIA SERRA – TANIA TOMASI

PAOLO DOLZAN – FEDERICA MONTESANTO

GIUSEPPE VIGOLO – ELENA BOVO

GIACOMO MODOLO – BEATRICE CESTARI

ALBERTO BALLETTI – SILVIA GABARDI

GIULIANO GUATTA  – LAURA CANGELOSI

PETER KANETSCHEIDER – VANESSA MILAN

Inaugurazione: venerdì 8 luglio a FORTE MARGHERA – VENEZIA/MESTRE – Via Forte Marghera 30

Periodo: 8 luglio-6 agosto 2011 – Giorni di apertura: dal mercoledì alla domenica, ore 12.00-18.00

In data 29 luglio, dalle ore 18.00 è previsto un incontro collettivo fra artisti, critici e pubblico sulle tematiche dell’esposizione.

 

Presentazione di Riccardo Caldura:

Il delicato atto di presentazione della sposa, velata e in procinto di accostarsi al rito del disvelamento, diventa occasione di un confronto fra immagini, in particolare pittoriche e grafiche. Si tratta di esperienze diverse, anche generazionalmente diverse, maturate quasi tutte all’Accademia di Belle Arti di Venezia in questi ultimi anni. La mostra, curata da un collettivo di tre artisti, a loro volta presenti all’iniziativa, è strutturata in forma di “dittici”, creando così, nel confronto a due a due, la particolarità dell’andamento del percorso espositivo. I sedici artisti che vi prendono parte compongono così otto stanze ideali dedicate al rito di disvelamento, e soprattutto dedicate a quel che costituisce la natura del velo stesso: che  lascia intravedere, conservando però una ultima distanza fra l’osservatore e l’osservato. La mostra di fatto costituisce così una indagine sulla condizione dell’immagine nel suo doppio movimento dell’offrirsi e ritrarsi allo sguardo altrui. Così come in quel rito delicatissimo della presentazione della sposa, anche fra le immagini disposte nelle varie stanze si formano delle affinità elettive, delle convergenze, e dei confronti. La mostra riprende un carattere volutamente ‘privato’ che compete alla sfera dell’immagine, sondato un paio di anni fa nella mostra “Devozioni domestiche”, tenutasi negli spazi della Galleria Contemporaneo a Mestre, mostra nata sempre da una collaborazione con artisti dell’istituzione veneziana.

con il patrocinio di:

 

 

Brevi riflessioni dei curatori:

Il volto di un disfarsi in cui il punto d’inizio è l’accenno di un percorso inverso. La materia pittorica e il filo d’argento corrono paralleli senza origini come l’essenza, che rimuove le cose che gli furono elemento. Tarare a tratti. Il cambiamento è accettare il proprio limite, premessa indispensabile per l’apertura, l’asimmetria dello sguardo svolta l’angolo e quello che ci tocca riconduce all’assenza. Il corpo si veste di nuove forme, ma trattenuto nella sua informità, in cattiva sorte rotola dagli occhi, impietoso ci tradisce e salva. L’altro sesso ed il prossimo affini per diversità, pongono l’essere umano nella condizione prossima di svanire nell’altro.

Mattia Serra

 

Nella suggestione evocata dalla lettura di un mio racconto breve intitolato “La sposa allo specchio”, scritto mesi fa progettando questa mostra, si richiama l’attenzione sui due momenti in cui la sposa entra nel vortice dell’accadimento: “la luce si riflette sul e tra il velo della sposa. All’atto stesso di rimirarsi, la luce le illumina il velo anche dall’interno, duplicando lo spazio in due campi sovrapposti e incrociati come in una dissolvenza”.[…] “Un attimo dopo un sibillino alito di vento solleva leggermente il velo inquieto della sposa, la quale reprime un sobbalzo, concedendosi solo un piccolo brivido che si va a insinuare fra le stoffe e la pelle della schiena. In finale la sposa benevola piange una rinuncia: ”Ma non so neanche chi sia quella persona”, mi chiese “Ma tu cosa mi dai?”…e rispose tra se e se: “Dove andrò a finire?” Io resto di pietra. Convitato”.

Alberto Balletti

 

Cose di cui rimane il sapore, salmastro, come ciò che non è né mare né stagno; come ricordare di aver camminato di giorno, quando una fotografia stende ombre lunghe dietro a passi scordati. Non è possibile non sognar di morire. Immagini in via di fiorire, che hanno atteso inviolate. Vago, in controluce, è il momento di assistere. Dopo tanti voti, un chiasma si inscrive.

Federica Montesanto