Our Product di Pamela Rosenkranz al padiglione della Svizzera della 56.Biennale di Venezia

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I nostri prodotti sono elencabili dentro e poi fuori, in uscita dal lavoro di Pamela Rosenkranz. Si potrebbe stilare una lista, mettendo sostanze, nomi, marche tutto ordinatamente assieme. Necrion, acqua, Viagra, metano, Evian, ammoniaca, silicone, ossigeno, neotene. I quattro elementi che l’energia solare ha trasformato in amminoacidi aprendo la possibilità alla vita sulla terra, sono considerati alla stregua delle sostanze griffate emblema del panorama chimico odierno che ha pervaso a sua volta la vita sulla terra.

La curatrice Susanne Pfeffer porta come esempio di questo ribaltamento di prospettiva molecolare la secrezione del muschio dalle ghiandole di un cervo. In dosi giuste scatena nell’uomo delle forti reazioni neuronali. Il costo e al contempo la contrarietà sollevata dalle norme di protezione degli animali hanno reso la sintesi chimica del prodotto unica fonte per la produzione della sostanza. Le caratteristiche di bassissima biodegradabilità rendono i residui della sostanza largamente presenti nelle acque, nella vegetazione e nelle specie animali e di nuovo nell’uomo. Con questo semplice ciclo si dimostra che l’aspetto culturale è talmente inferente nel ciclo della natura da rendere pallidamente ideologica la distinzione tra i due estremi.

Nell’allestimento del padiglione della Svizzera alla 56. Biennale di Venezia il lavoro di Pamela Rosenkranz “Our Product” irrora verde con dei faretti mirati sulla promenade dove i visitatori sono in attesa di accedere al corridoio che porta al padiglione. Anche le pareti sono verdi. Il verde è un verde giusto, perfetto, studiato, integrato. Verrebbe da chiamarlo verde JEPG. Un colore senza nero.

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Arrivati alla fine del corridoio ecco l’enorme piscina tutta rosa JEPG. Tutta senza nero.

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L’artista ci ripropone il nostro ‘naturale’ ed il ‘umano’ prodotto, storicizzandoci nell’Anthropocene come epoca degli impatti molecolari prodotti dalle attività di sintesi sull’ecosistema. Rosenkranz brevetta per il nostro prodotto la tavolozza icons.polyethylene, scherandoci all’interno del suo rosa silicone carne ton sur ton alle vernici acriliche. Con grande naturalezza.

Alberto Balletti

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