un artista anfibio

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Alberto Balletti è – anche – un incisore o meglio, come lui stesso si definisce, un artista anfibio.

Il tormento visionario che accompagna da sempre la sua opera polimorfa sprofonda le lastre qui proposte nella parossistica afonia d'una voce ai limiti dell'implosione.Abile slalomista delle tecniche miste, l'arte incisoria di Balletti è impermeabile agli stilemi che del manierismo sono le sirene dalla voce più seducente quanto pericolosa. Anche per questo motivo opere quali “Scatole di carne”, “Corpo ex-posto” e “Interni in pelle” mostrano il riuscito tentativo di ri-creare una nuova fisicità che, nell'acquaforte e nell'acquatinta, col bianco/nero che stinge in un filo rosso sangue, si fa a tratti impalpabile, spingendo il corpo a rarefarsi in un'assoluta incorporeità. Eppure, senza consolatorie note a piè di pagina, lo sguardo che smarrito si avvicina alle incisioni di Alberto Balletti verrà presto rapito dall'insopprimibile corporeità  d'un segno visionario che, sulle ali d'un sogno mai destato, parla ancora l'universale linguaggio dei poeti.

Cinzia Bigliosi

C.Bigliosi su google

testo in catalogo (edizioni AAB N°169) della mostra "Gli artisti bresciani e l'incisione" a cura di Marcello Riccioni, galleria dell'Associazione Artisti Bresciani, 13 marzo – 7 aprile 2010

le immagini di questo post riproducono opere incise di Alberto Balletti, dalla serie "Ex/Posto" 2008/09