all’Atelier 3+10 a Mestre-Venezia la collettiva “biancoNERO”

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Tratto dalla presentazione di Saverio Simi de Burgis

“biancoNERO come il respiro nelle sue fasi di ispirazione ed espirazione, ossigenazione e purificazione attivo nel prana, utile per ripartire nel riconsiderare un’arte e una tecnica tradizionale. Tutte le arti che si rispettino, in quanto tali, non muoiono mai, anzi nella ripresa costante consentono infinite e qualificanti variazioni di particolari in un’assunzione controllata e consapevole del fare. 

Maestri e giovani allievi in una ricca esposizione di incisioni, in collaborazione con alcune fondamentali scuole dell’Accademia di belle arti di Venezia. Gli artisti che hanno aderito all’esposizione sono: Jacopo Abis, Mario Abis, Hany Alashker, Alberto Balletti, Eugenio Belgrado, Roger Benetti, Gennaro Bisogno, Ana Brumat, Agato Bruno, Andrés David Carrara, Maddalena Checchin, Lara Costa, Franco Dugo, Giuseppe Fantinato, Alvise Guadagnino, Mario Guadagnino, Sara Gurizzan, Cristan Sinzar Hafner, Wang Jue, Anna Lazzarini, Justine Luce, Cesco Magnolato, Ulderico Manani, Stefano Mancini, Leonardo Marenghi, Octavian Micleusanu, Giacomo Modolo, Valeri Merl, Veronica Merlo, Sabrina Mocellin, Nirjan, Gino Di Pieri, Jacopo Pagin, Raniero Piccoli, Ylenia Piat, Gianfranco Quaresimin, Franco Renzulli, Gianluca Rossitto, Max Riedl, Caterina Tomaello Salvi, Lara Scarpa, Lisa Stefani, Marco Trentin, Zeng Tianning, Luigi Voltolina, Yang Yu.

La raccolta che presentiamo ora è sicuramente assai ricca e sfaccettata e non può che confermare in tal senso le attese. Da quando l’opera d’arte è diventata riproducibile, o meglio da quando Walter Benjamin scrisse il suo saggio “l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, sicuramente qualcosa è cambiato per questa arte, caduta via via nel XX secolo un po’ nel dimenticatoio, così come è stata fraintesa e confusa genericamente con altre tecniche che ben più riproducibili sono e rientrano nel calderone ancora più vasto e intricato della grafica. Offrire pertanto uno spunto di maggiore riflessione, comprensione e distinzione per un’arte antica e contemporanea come tutte le altre arti d’altronde e sicuramente attuale come l’incisione, ci è parso necessario per restituirne le potenzialità e l’autenticità che effettivamente a un occhio profano possono pure sfuggire.”