Segno e insegno

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Segno e insegno

primo congresso nazionale dei docenti di grafica d’arte delle accademie di belle arti italiane

a cura di
Maria Antonella Fusco
Dirigente dell’Istituto Nazionale per la Grafica
Giovanna Cassese
Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

 

Sezioni del congresso
La didattica della Grafica d’Arte
Tradizione e innovazione metodologica
Laboratori di incisione e stampa
Norme e buone pratiche di sicurezza
Orizzonti post-accademici
Le professioni dell’incisore
La Grafica d’Arte nel sistema delle arti contemporanee
Musei, gallerie, editoria, mercato

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26/27 settembre 2013, ore 10-13 / 15-18
Roma, Istituto Nazionale per la Grafica Palazzo Poli -Via Poli 54 (Fontana di Trevi) www.grafica.beniculturali.it
Evento in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2013
 

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calendario del congresso

segno e insegno

 

Roma, 26-27 settembre 2013

Istituto Nazionale per la Grafica

I Congresso Nazionale dei Docenti di Grafica d’Arte

Roma, Palazzo Poli, via Poli, 54

Direzione scientifica del Congresso

Maria Antonella Fusco, dirigente dell’Istituto Nazionale per la Grafica Giovanna Cassese, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

Comitato scientifico organizzativo

Franco Fanelli, Diana Ferrara con Rita Bernini, Gabriella Bocconi, Guglielmo Gigliotti, Erminia Mitrano, Gianluca Murasecchi, Angelina Travaglini, Giovanni Turria, Gianfranco Zurzolo

Giovedì 26 settembre

ore 10.00

saluti delle Autorità

Maddalena Ragni, direttore generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee; Giorgio Bruno Civello, direttore generale dell’Alta Formazione Artistica e Musicale; Guido Strazza, maestro incisore

ore 10.30 – 13.00

Presentazione del Congresso

Maria Antonella Fusco, Giovanna Cassese

La didattica della Grafica d’arte: tradizione e innovazione metodologica”

Presidente della sessione: Franco Fanelli

Erminia Mitrano

(docente di Grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Napoli)

Panoramica sulle Scuole di Grafica nelle Accademie di Belle Arti italiane”

Diana Ferrara

(docente di Grafica d’arte e Tecniche dell’incisione – Accademia di Belle Arti di Venezia)

La didattica della grafica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia”

Giovanni Turria

(docente di Tecniche dell’incisione e di Grafica d’arte– Accademia di Belle Arti di Urbino)

Vicino – lontano: libri d’arte e tipografi, xilografia e grande formato”

Aniello Scotto

(docente di Tecniche dell’incisione calcografica – Accademia di Belle Arti di Napoli)

Linea e Antico”

Anna Romanello

(docente di Tecniche dell’incisione, di Grafica d’arte e di Tecniche calcografiche sperimentali – Accademia di Belle Arti di Roma) “Verso un’alchimia incisa”

Francesca Genna (docente di Tecniche calcografiche sperimentali e di Xilografia – Accademia di Belle Arti di Palermo) “Nuovi materiali nell’incisione”

Applicazione delle norme vigenti in materia di sicurezza e igiene sul lavoro nelle stamperie delle Accademie” 

ore 15.00 – 18.00

Utilizzo dei fondi storici come modello didattico”

Anna Mariani (docente di Storia del disegno e della grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Brera), Lorena Dal Poz (responsabile Ufficio Sovrintendenza Beni librari – Regione Veneto), Gloria Vallese (docente di Elementi di iconologia e iconografia e di Storia dell’arte contemporanea – Accademia di Belle Arti di Venezia), Rita Bernini (direttore del Servizio educativo – Istituto Nazionale per la Grafica), Gabriella Bocconi (responsabile Attività didattica, Servizio educativo – Istituto Nazionale per la Grafica), Giulio Sommariva (direttore Museo e Calcoteca – Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova).

Intorno alla didattica della Grafica d’Arte”

Maria Agata Amato (docente di Stampa d’arte – Accademia di Belle Arti di Bologna), Giulio Angelucci (docente di Storia della grafica – Accademia di Belle Arti di Bologna e Macerata), Massimo Arduini (docente di Grafica d’arte, Editoria d’Arte, Tecniche dell’incione e Tecniche dei procedimenti a stampa – Accademia di Belle Arti di Roma), Nedda Bonini (docente di Xilografia e di Editoria d’arte – Accademia di Belle Arti di Bologna), Manuela Candini (docente di Tecniche dell’incisione e di Tecniche calcografiche sperimentali – Accademia di Belle Arti di Bologna), Maria

De Stefano (docente di Tecniche dell’incisione – Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), Monica Franchini (docente di Tecniche dell’incisione calcografica e di Disegno dell’incisione – Accademia di Belle Arti di Firenze), Andrea Lelario (docente di Grafica d’arte e di Tecniche dell’incisione- Accademia di Belle Arti di Frosinone), Maria Angelica Molinari (docente di Xilografia – Accademia di Belle Arti di Firenze), Roberto Pace (coordinatore per la Scuola di grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Roma), Laura Salvi (docente di Tecniche grafiche speciali – Accademia di Belle Arti di Roma), Claudio Sugliani (docente di Grafica d’arte – Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo), Grazia Tagliente (docente di Tecniche d’Incisione – Accademia di Belle Arti di Lecce)

Giovanna Ressa

(architetto, responsabile servizio prevenzione e protezione – Accademie di Belle Arti di Roma e Venezia)

Venerdì 27 settembre ore 10.00 – 13.00

Orizzonti post-accademici: le professioni dell’incisore” Presidente della sessione: Diana Ferrara

Giuseppe Trassari Filippetto

(direttore Laboratorio diagnostico per le matrici – Istituto Nazionale per la Grafica)

Il calcografo nei beni culturali”

Riccardo Mazzarino

(docente di Grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Palermo)

Il corso di restauro delle matrici incise dell’Accademia di Belle Arti di Palermo”

Rosa Maria Villani

(coordinatore della Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A).

in collaborazione con

Rita Morena (incisore calcografico del Centro Filatelico e docente di Incisione calcografica alla Scuola dell’Arte della

Medaglia dell’IPZS)

La scuola dell’arte della medaglia presso la Zecca dello Stato. Un contesto unico per una tecnica particolare: il bulino”

Franco Fanelli

(docente di Tecniche dell’Incisione e di Grafica d’arte – Accademia Albertina di Belle Arti di Torino)

Il circuito espositivo e mercantile della grafica d’arte in Italia”

Giuliana Ericani

(direttore Musei Civici di Bassano del Grappa)

Giorgio Trentin: il mestiere dell’incisore”

15.00 – 18.00

Gianluca Murasecchi

(docente di Tecniche dell’Incisione e di Grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Urbino)

Trasversalità della docenza dei grafici d’arte: incisore, artista, stampatore”

Intorno ai docenti artisti/incisori”

Valter Battiloro (docente e responsabile di Grafica e Tecniche dell’Incisione – Accademia di Belle Arti di L’Aquila), Mario Benedetti (incisore, già docente di Grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Brera), Marina Bindella (docente di Storia dell’arte per la grafica – Accademia di Belle Arti di Frosinone), Liborio Curione (docente di Grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Catania), Patrizio Di Sciullo (docente di Tecniche dell’incisione e grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Napoli), Paolo Laudisa (docente di Grafica d’arte – Accademia di Belle Arti di Roma), Fatih Mika (docente di Tecniche dell’incisione grafica d’arte e di Tecniche calcografiche sperimentali – Accademia di Belle Arti di Foggia), Francesco Parisi (docente di Tecniche dell’incisione – Accademia di Belle Arti di Macerata)

Conclusioni: Giovanna Cassese, Maria Antonella Fusco

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l'accademia è la mia vita copia

pubblico qui sotto due lettere inviate del collega Roberto Pace agli organizzatori prima e dopo il Congresso dando seguito al suggerimento dell’ultimo paragrafo “di spostare il dibattito on line come ovunque sul nostro pianeta”:
 
Roma 23/9/2013

Gentili organizzatori del primo congresso nazionale dei docenti di grafica d’arte nelle Accademie Italiane, devo complimentarmi con voi per avere dato alla luce questo evento perfettamente in linea con la prassi ancora imperante nel nostro paese di tradire le attese e soprattutto gli interessi dei cittadini.

Con dedizione avete costruito una facciata democratica e poi operato silenziosamente in senso opposto; avete richiesto le partecipazioni individuali dei docenti che avessero qualcosa da dire, in questo inascoltati da anni e con tante esperienze da condividere, riposizionando quelli che avevano risposto raggruppati in coda alla prima giornata, senza menzionare gli argomenti proposti da ognuno e senza il tempo di discutere nulla; sistemando in bella vista persone contattate direttamente; ignote durante tutta la preparazione e poi perfettamente note quando apparse sul programma.

Il sottoscritto, come altri colleghi, ha risposto prontamente all’appello pensando in primo luogo al significato della parola congresso che indica un dibattito su temi condivisi che vede raccolti in un luogo tutti quelli direttamente coinvolti nel tema scelto a poterne discutere in profondità; in questo senso era formulata la lettera circolare che tutti abbiamo ricevuto, strutturata sui 4 temi, con la richiesta dell’abstract che ne riassumesse lo sviluppo; mi rendo conto che l’occasione di toccare i punti dolenti, esporli e discuterne botta e risposta ci ha resi precipitosi nel pensare che potesse accadere…

Si sarebbe dovuto tenere conto delle proposte pervenute, valutandone la pregnanza e selezionarne un campione significativo per contenuti e rappresentativo delle diverse posizioni, così da approntare una scaletta articolata organicamente per articolare la discussione, nelle due giornate, in modo efficace con i presenti in sala; sarebbe stato utile risentirci nei mesi precedenti il congresso e magari guadagnare una reale conoscenza di cosa è la grafica d’Arte nelle Accademie Italiane.La scaletta dei lavori che ho davanti (ricevuta oggi a tre giorni dall’inizio del congresso) si presenta invece come una vetrina di interventi che nulla hanno a che fare con il dibattito realmente auspicabile e inderogabile a fronte del profondo disagio e necessità di cambiamento di cui necessita non solo Grafica d’Arte ma l’intera Accademia Italiana.

Sinceramente non sento il bisogno di altri cataloghi e pubblicazioni degli atti di convegni fasulli. Si capisce che a voi, che avete scelto di sopraelevarvi dalla realtà, importa solo di arrivare velocemente alla fine di queste riunioni per pronunciare in coro quel magnifico termine che riempie all’inverosimile la bocca e la pancia: L’ECCELLENZA. Dal basso, al livello della concretezza del fare e dei rapporti umani l’eccellenza è parola sconosciuta, al suo posto mille altre parole ognuna delle quali porta a un’azione di conoscenza ineludibile, a innumerevoli scogli da superare, a una gioia e fatica del fare che sta dall’altra parte dell’annuncio trionfalistico…

Che le Accademie Italiane siano il fanalino di coda a livello mondiale, che abbiano perso completamente la loro missione, che vivano in un far-west di piani di studio, leggi e decreti demenziali e costringano tutte le loro componenti in una condizione di strisciante illegalità, che a furia di 30&lode sfornino laureati che diffondono come un virus l’arretratezza culturale, di questo non si deve discutere ma si vuole solamente seppellire il tutto sotto la retorica assunta come unica forma mentis.

L’introduzione della “grafica” nelle accademie Italiane, piuttosto che a colmare un gap, è servita soprattutto a spalancare le porte alla creazione di corsi di graphic design o grafica editoriale; mancando in italiano il termine anglosassone “printmaking”, molto più preciso, che avrebbe delimitato le competenze, si sono creati nuovi filoni redditizzi, con nessun retroterra in Accademia, utili ad aumentare gli iscritti paganti e creare nuovi posti di lavoro (non equamente divisi tra docenti tuttologi che vanno ad aumentare il loro stipendio e docenti a contratto pagati una miseria, precarizzati e alla mercè della direzione, tutto questo sotto la cecità vigile degli organi preposti). Coerentemente con la mancanza di riflessione sul concetto di grafica d’Arte viene usato da voi solo il termine “incisione”, dimenticando che al centro della specificità di questo indirizzo c’è la “matrice” e che la calcografia rappresenta ora solo una parte delle tecniche in uso, rispetto alla serigrafia, alla fotografia, al multiplo e infine alla stampa digitale; avete organizzato un congresso e siete all’oscuro di questo!

Oggi la creazione tramite matrice non è più limitata alle edizioni a stampa ma è diventato lo standard principale attraverso cui opera un numero sempre maggiore artisti contemporanei; si è trasformato in un processo di pensiero. La costante mancanza di una riflessione teorica sui fondamenti di qualsiasi pratica, nel nostro caso della Grafica d’Arte, indica la volontà di impedire qualsiasi cambiamento dovuto al confronto tra un obiettivo didattico preciso e l’inadeguatezza riscontrabile confrontando e valutando spazi, attrezzature, programmi, docenti e risultati ottenuti.

Si conferma la condizione attuale dell’Accademia come luogo privo di un progetto didattico e culturale, dove operano persone ognuna con un’idea personale della docenza senza relazione con un progetto condiviso, si è trasformata la giusta libertà d’insegnamento in una variabile arbitraria; si può descrivere attualmente la nostra istituzione come un “parerificio”, luogo dove non s’insegna e non si critica, non ci si aggiorna e si fa riferimento a valori validi solamente tra le sue quattro mura; il parere, con la sua incostintenza culturale e sociale, ha preso il posto della verifica del lavoro svolto in comune.

Programmare un congresso senza inserire nei contenuti e nella forma in cui si articola il dibattito l’analisi delle criticità, trasforma la discussione in una conferma dello status quo ottenuto attraverso la forma abbellita di relazioni che, nella recinzione specialistica dei loro temi, già vanificano, ancor prima di essere lette, una visione attendibile della realtà.In questa forma il convegno diventa più di un’occasione mancata, si trasforma in una nuova causa di degrado perché rinvia il momento in cui occorrerà affrontare seriamente la riforma radicale dell’insegnamento artistico in Italia. In chiusura devo però ringraziarvi dell’iniziativa; questo primo congresso serve a sganciarsi da una delega a organi che non riescono proprio a essere origine di un concreto cambiamento, e suggerisce di spostare il dibattito on line come ovunque sul nostro pianeta.

distinti saluti
Prof. Roberto Pace
coordinatore Grafica d’Arte, Accademia di Belle Arti di Roma.

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Roma 28/9/2013

Gentili colleghi

si è concluso il primo congresso dei docenti di grafica d’Arte delle Accademie Italiane alle 18 di venerdi 27 settembre 2013; il comunicato stampa conclusivo rilasciato alle 16,26 della stessa giornata comunicava che ” Il comitato scientifico ha deciso una serie di iniziative congiunte tendenti alla messa in rete delle strutture della formazione e della tutela nel campo dell’incisione”. Con il termine “coccodrillo” si indica nel linguaggio giornalistico un necrologio scritto in anticipo, per averlo pronto al momento del bisogno; senza polemica prendo questa coincidenza come segno di decesso delle pratiche di non reale condivisione e come auspicio di un cambiamento delle cose nel mondo delle Accademie Italiane. Pur nell’assoluta cripticità del suo senso, rilevo che il termine “rete” appare a tranquillizzare chi spera nella diffusione del sapere attraverso internet; per introdurre per tempo quelli che saranno i contenuti teorici futuri delle lettere che seguiranno questo primo congresso, vorrei rendere evidente la vicinanza tra rete del web e rete dei segni nell’acquaforte facendo riferimento a chi ha rivoluzionato un concetto di grafica immutato dai tempi di Rembrandt, quel Giorgio Morandi che nella mia lunga esperienza Bolognese (lì ancora suscita malumori appena si nomina) ancora non è entrato nei saperi accademici a fronte d’essere uno dei pochi artisti delle avanguardie storiche che vanta ora un vivace riconoscimento trasversale nel mondo dell’arte contemporanea, concettuali e videoartisti compresi. A Morandi vanno due grandi meriti: avere annullato il ruolo separato dell’incisore con il suo specifico tecnico e l’esser passato dall’intreccio dei segni come chiaroscuro alla trama intesa come filtro della luce e appunto rete di connessione. Altro aspetto fondamentale l’aver annullato la tecnica, e la retorica che la accompagna, sia nel quadro sia nella matrice; ripensato il mestiere e la visione e di conseguenza metodo e fruizione dell’immagine. Tornando alle decisioni del comitato scientifico sarà impegnativa la messa in rete delle “strutture della formazione”…cosa sono? sono i trienni e bienni, i master(?) o i dottorati(??) esposti al pubblico giudizio? La “tutela dell’incisione” prevede delle ronde appositamente equipaggiate? per litografia, serigrafia, fotografia, stampa digitale l’unica possibilità e chiudersi in casa all’arrivo dell’oscurità? Mi sorge il dubbio che stò prendendo un abbaglio, perche la dichiarazione forse non è in riferimento alla scuola di grafica d’Arte, alle sue necessità, ma in modo autoreferenziale all’istituzione; nel congresso non si è parlato e discusso infatti di questi problemi perché a nessuno interessa la realtà. L’opinione condivisa nelle società in declino è che la realtà non esiste; ognuno nella sua solitudine alimenta una visione delirante del mondo che, con l’avanzare dell’età, ha bisogno di dosi sempre più massicce di simulacri e cinismo per mantenere alla meglio insieme i pezzi dell’io . Non mi dilungo di più, ringrazio chi leggerà questa lettera di cuore, per me il congresso continua.

a presto

Roberto Pace

AA.BB.AA. di Roma.