Guido_Strazza_opere_1958-2008

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Museo della Grafica

Pisa, Palazzo Lanfranchi

 

16 giugno – 16 ottobre 2009

INFOmuseo

  

Museo della Grafica, Palazzo Lanfranchi, Lungarno Galilei, n. 9 – Pisa

Tel. 050/2216060

 martedì- domenica 10-12,30 e 16,30-20

3 euro intero, 2 euro ridotto, gratuito over 65, under 18, studenti

sabato mattina visite guidate gratuite  su appuntamento

chiuso il lunedì – accesso diversamente abili

 

CARTELLA STAMPA

Con la mostra Guido Strazza. Opere 1958-2008, il Museo della Grafica presenta l’opera di uno dei maggiori protagonisti dell’arte italiana del secondo ‘900.Dalla prima maturità alla colma stagione odierna: cinquant’anni di pittura, disegno, incisione racconta questa grande mostra antologica che il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi di Pisa dedica a Guido Strazza, uno dei principali e più rigorosi interpreti della ricerca astratta in Italia nella seconda metà del ventesimo secolo, e certamente il maggiore nostro incisore del tempo, che ha saputo far progredire di conserva la teoresi e la pratica della tecnica incisoria.

La prima maturità si dà per Strazza a Milano, sullo scadere degli anni Cinquanta: al termine d’un lungo peregrinare che l’ha portato a vivere e ad esporre in Sud America (personali a Lima, Santiago, San Paolo, Rio de Janeiro) e, di ritorno in Italia, al Cavallino di Venezia, città dove ha fissato per alcuni anni la dimora. A Milano, poi, nel clima tardo-informale che prende atto insieme di Wols e di Michaux, viene un linguaggio tutto personale, che affida al segno, nato per autonoma necessità di forma, il compito di svelare la traccia sull’oggi di una memoria, del ricordo di un evento avvistato in prossimità della natura e della storia: come sarà poi durevolmente in Strazza. Preziosi documenti di questo periodo sono anche alcune opere su carta che l’artista dona al Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa istituito da Carlo Ludovico Ragghianti.

Vengono allora le Metamorfosi, poi gli Orizzonti olandesi (nati, spogli e silenziosi, in un soggiorno ad Amsterdam che culminerà, nel ’61, in una personale allestita allo Stedelijk Museum), quindi – in un ritorno improvviso di vaga allusività naturalistica – il Giardino delle Esperidi: ciclo cui Strazza dà vita a Roma, dove si è trasferito all’inizio degli anni Sessanta e dove, con un assiduo lavoro condotto presso la Calcografia Nazionale, porterà al culmine il suo proposito di trasporre nell’incisione l’assolutezza, l’incontaminata purezza della luce (sono di questo tempo i cicli del Ricercare e della Trama quadrangolare). Allo scadere dell’ottavo decennio, il nascondimento e il peso oscuro del tempo si posano infine su quelle luci caste e purissime: vengono allora i Segni di Roma, in cui la memoria e l’ombra, forse accompagnata da un sentimento di rimpianto e di malessere, tornano a farsi egemoni.

Tutti questi cicli, fino a quelli suoi forse più noti (i Cosmati) e agli ultimissimi (gli Archi) sono esposti al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, in una mostra che si qualifica come una delle più impegnative allestite dall’artista nella ormai lunga carriera.

 

Curata da Fabrizio D’Amico, Antonio Pinelli e Alessandro Tosi, la mostra Guido Strazza. Opere 1958-2008 è accompagnata da un catalogo edito dalla casa editrice Plus.

Nell’occasione sarà proiettato un filmato con un’intervista all’artista